Il Visto E-2 per gli Stati Uniti tramite franchising

da | Dic 16, 2019 | Commercial agreements, Immigration

 

Overview

In questo articolo esploriamo lo scenario di una richiesta di visto E-2 per gli Stati Uniti basata sull’acquisto di un’attività in franchising.

Il Franchising (o Franchise Agreement) è un contratto mediante il quale un’azienda (“franchisor”) concede ad un’altra (“franchisee”) il diritto di commercializzare i propri prodotti e/o servizi usando il proprio marchio, struttura commerciale, know-how e metodi operativi.

Il franchisee esercita l’attività commerciale sotto il marchio del franchisor dietro pagamento di un corrispettivo, chiamato royalty, che generalmente costituisce una somma fissa o una percentuale sul fatturato. Inoltre una entry fee più o meno elevata viene sempre pagata dal franchisee al momento della firma del contratto di franchising.

Il franchisor di solito esercita un controllo ed influenza piuttosto accentuati sul franchisee e sulla sua gestione del business. Un business mal gestito si riflette negativamente sull’immagine globale del marchio, pertanto appare comprensibile che il franchisor si riservi diritti di controllo molto più penetranti rispetto ad altri tipi di relazioni contrattuali (come ad esempio nel caso del lisensing).

Il vantaggio di acquisire un business in franchising è che non si deve inventare alcun concetto nuovo: il franchisor ci fornirà tutto quello di cui abbiamo bisogno. Nella maggior parte dei casi, inoltre, non sarà neppure necessario essere esperti di quella specifica attività. A tal fine, prima dell’apertura della unit, il franchisee generalmente si sottopone ad un periodo di training impartito dal personale del franchisor. Anche una uniformità di look tra le units che compongono l’organizzazione è richiesta: il franchisee avrà ben poca discrezione nella scelta dell’arredamento del negozio, delle uniformi dei dipendenti etc., dovendo sottostare rigidamente alle linee guida imposte dal franchisor.

La formula del franchising è una formula estremamente popolare ed estesa negli Stati Uniti. E` molto comune negli USA creare un buon concetto commerciale e svilupparlo attraverso il franchising, sfruttando l’enorme estensione territoriale del mercato statunitense ed il fatto che gli Stati Uniti presentano una certa identità culturale e di gusti tale da far presumere che se un certo prodotto o servizio funziona sulla costa ovest, molto probabilmente funzionerà anche al centro e sulla costa est. Pertanto le possibilità di sviluppare un concetto in franchising negli Stati Uniti sono virtualmente illimitate e, senza scomodare McDonald’s o Starbucks, esistono un’infinità di catene, di tutti i tipi e per tutti i gusti, tra cui poter scegliere se si decide di intraprendere un’attività commerciale negli USA.

Per ulteriori informazioni riguardo il Franchising negli Stati Uniti si legga il nostro articolo: Il Franchising negli Stati Uniti d’America.

Il Franchising come investimento valido ai fini del visto E-2 USA.

L’acquisto di una attività in franchising è un modo molto conveniente e pratico per ottenere il visto E-2 da investitore per gli Stati Uniti d’America. Per una panoramica su presupposti e caratteristiche del visto E-2 USA si legga il nostro articolo Il Visto E-2 per gli Stati Uniti d’America.

La buona notizia per chi ha bisogno di idee per investire e lavorare legalmente negli Stati Uniti è che l’acquisto di una attività in franchising qualifica come investimento valido ai fini dell’ottenimento del visto E-2 USA.

Il vantaggio indubbio, in caso di acquisto di attività in franchising, è che il costo iniziale per l’apertura dell’attività, e quindi dell’investimento valido ai fini dell’ottenimento del visto E-2 USA, è più basso rispetto al costo sostenuto per iniziare la stessa attività da zero. Più strutturato è il Franchisor e maggiori sono i servizi che lo stesso metterà a disposizione del franchisee: è ovvio, dunque, che dal punto di vista dell’investitore si aprono scenari di possibili investimenti che fuori da una formula di franchising potrebbero non essere praticabili per motivi di budget.

Quanto appena detto permette evidentemente di sfruttare appieno la regola per cui ai fini dell’ottenimento del visto E-2 non è previsto un investimento minimo. Generalmente il Consolato incaricato di accertare la congruità dell’investimento effettuato in rapporto al tipo di business che si intende condurre valuterà se la somma investita è in grado di sostenere l’avvio dell’attività e la sua successiva crescita in modo che l’attività medesima produca ricchezza non solo per il suo titolare, ma anche e soprattutto per l’economia Americana, e contribuisca altresì alla creazione di nuove opportunità di impiego per i lavoratori americani (c.d. requisito della marginalità).

Nel caso del franchising questo tipo di scrutinio da parte del Consolato americano sarà meno accentuato dato che: 1) la struttura organizzativa è già collaudata, e ha già dimostrato di funzionare; 2) il costo di acquisto (ovvero la fee iniziale di cui si è parlato prima) è un costo di solito identico per tutti i franchisee facenti parte dello stesso franchising, pertanto non è negoziabile ed ha già dimostrato di essere un investimento in grado di sostenere il business e renderlo “marginale” come richiesto dalle guidelines dell’immigrazione americana.

Nei casi di investimento per visto E-2 in una attività nuova o comunque non rientrante in alcun franchising, l’applicant deve dimostrare di aver sufficiente esperienza nel settore per poter condurre quel certo tipo di business. Nel caso del franchising, per contro, il requisito dell’esperienza nel settore in sede di valuzione dell’application per il visto E-2 USA è meno accentuato per il fatto che il franchisor offre al franchisee nel pacchetto di acquisto anche un training specifico sulle metodologie di lavoro del franchising (in modo tale da mantenere uniformità in tutta la rete). Nel caso di acquisto di franchising, pertanto, al beneficiario del visto E-2 non è richiesta alcuna esperienza nel settore fin dal principio.

Possibili problematiche legate all’ottenimento del visto E-2 USA tramite franchising

Il controllo da parte del Franchisor

Affinchè l’investimento qualifichi ai fini del visto E-2 USA, il beneficiario deve dimostrare che sarà in grado di esercitare un certo grado di controllo sulla società americana. Con riferimento alla costituzione di società americana, necessaria per acquistare un business in franchising, potete leggere i nostri post: Corporation vs. Limited Liability Company e La Corporation. Se in genere il requisito del controllo è soddisfatto tramite l’acquisizione di almeno il 50% delle quote della stessa, tuttavia, nel caso del franchising, l’immigrazione americana potrebbe obbiettare che il franchisor esercita un grado di controllo troppo elevato sul management della società, dato che il potere di controllo del franchisor è insito nel concetto stesso di franchising. Sarà pertanto necessario fin dall’inizio del processo una accurata negoziazione del contratto di franchising al fine di evitare che una simile obiezione venga sollevata dal Consolato in sede di approvazione del visto E-2 USA.

Marginalità

La marginalità generalmente non è un problema nel caso del franchising, ma potrebbe diventarlo se un determinato tipo di franchising non è particolarmente adatto alla creazione di posti di lavoro. Prima di procedere all’acquisto è dunque necessario accertarsi che l’attività che si intende svolgere sia in grado, almeno potenzialmente, di creare nuove occasioni di impiego.

e-2 visa stati uniti

Presenza di contingencies nel franchise agreement

Molto frequentemente chi ha intenzione di ottenere un visto E-2 USA tramite acquisto di attività in franchising viene consigliato, a ragione, di inserire una condizione sospensiva nel franchise agreement, in virtù della quale se il visto E-2 non viene ottenuto, il contratto non produce i suoi effetti. Molti franchisors non accettano questo tipo di contingency e pertanto rifiutano di fare business con soggetti stranieri a meno che non siano anche titolari di passaporto USA o Green Card.

La contingency potrebbe creare problemi anche per il Consolato Americano in sede di valutazione dell’application per visto E-2 USA. Uno dei vari requisiti che la nostra application deve dimostrare è quello per cui l’investimento nell’attività statunitense deve essere posto “irrevocabilmente a rischio”, ovvero i fondi depositati nel conto corrente americano una volta spesi non possono essere recuperati ove il business non abbia la riuscita sperata. E` evidente che nel caso di una contingency come quella descritta sopra, in cui l’efficacia del franchise agreement è subordinata all’ottenimento del visto E-2, il requisito del rischio di perdita irrevocabile dei fondi sopra accennato potrebbe non essere ritenuto integrato.

Al fine di evitare questo inconveniente, sarà necessario stipulare un escrow agreement in virtù del quale i fondi che rappresentano l’investimento vengono depositati in un escrow account (conto clienti) di un legale americano (in questo caso facente le veci di “escrow agent”) con l’ordine irrevocabile di farli pervenire al franchisor nel caso il visto E-2 USA venga approvato. In tal modo, una volta che i fondi entrano nella disponibilità dell’escrow agent, il franchisee perde totalmente il controllo degli stessi e non sarà in grado di ottenerne il rimborso a meno che la richiesta di visto E-2 non venga respinta.

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